Su incarico del Comune di Arta Terme (UD), l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS ha eseguito, a partire dal mese di giugno 2000, uno studio mirante alla definizione della natura, delle caratteristiche e delle condizioni statiche di un imponente fenomeno franoso che interessa la località di “Val” sul Monte Flor nella frazione di Piano d’Arta. La tipologia del fenomeno ha consigliato l’installazione di un sistema di monitoraggio, posizionato adeguatamente rispetto alle possibili aree di movimento del corpo di frana, che consentisse di rilevare le deformazioni superficiali in modo da dare risposte strumentali di grande precisione alla sua evoluzione cinematica, correlandola ai dati meteorologici, anch’essi acquisiti in maniera continuativa. Le misure hanno interessato un periodo di oltre 24 mesi. Rilevi topografici di dettaglio, eseguiti sia con tecniche tradizionali che con metodologie di grande attualità quali l’uso di uno scanner laser montato su elicottero, hanno invece permesso di evidenziare con estrema precisione la morfologia del terreno che rappresenta uno degli elementi fondamentali per comprendere i meccanismi di propagazione di masse rocciose in movimento lungo il versante e delineare quindi le aree a rischio. Lo studio geologico e geomeccanico ha infine fornito i necessari elementi per giungere alla formulazione di un’analisi globale del fenomeno investigato e di definire i rapporti esistenti tra la massa rocciosa instabile ed i sottostanti insediamenti urbani. Le analisi hanno permesso di comprendere la natura del fenomeno di frana, di stabilire che non vi sono, al momento, in atto vistose deformazioni anche se va considerata come “naturale” una sua lenta evoluzione nel tempo che necessariamente porterà alla caduta delle masse rocciose instabili. La situazione morfologica del versante e la natura geomeccanica dei materiali interessati, fanno ritenere che non sussistono situazioni di rischio per l’abitato sottostante. La situazione evidenziata, suggerisce tuttavia di non interrompere il controllo strumentale, l’unico in grado di far comprendere l’effettiva evoluzione del fenomeno franoso, consentendo di rilevare con largo anticipo l’insorgere di eventi premonitori di una situazione di imminente collasso della massa rocciosa. Lo studio sin qui realizzato, consentirà infine di dare adeguate risposte al progettista delle opere ingegneristiche che dovranno essere realizzate per evitare un peggioramento ed una accelerazione delle condizioni di instabilità esistenti.

Movimento franoso di “Val” in localita’ monte Flor in frazione di Piano d’Arta: convenzione tra il comune di Arta Terme e OGS per lo studio geologico e l’analisi dei meccanismi di frana dell’evento franoso di “Val” in localita’ monte Flor in frazione di Piano d’Arta (UD)

ROMEO R;BELLETTI R;DEPONTE M
2004

Abstract

Su incarico del Comune di Arta Terme (UD), l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS ha eseguito, a partire dal mese di giugno 2000, uno studio mirante alla definizione della natura, delle caratteristiche e delle condizioni statiche di un imponente fenomeno franoso che interessa la località di “Val” sul Monte Flor nella frazione di Piano d’Arta. La tipologia del fenomeno ha consigliato l’installazione di un sistema di monitoraggio, posizionato adeguatamente rispetto alle possibili aree di movimento del corpo di frana, che consentisse di rilevare le deformazioni superficiali in modo da dare risposte strumentali di grande precisione alla sua evoluzione cinematica, correlandola ai dati meteorologici, anch’essi acquisiti in maniera continuativa. Le misure hanno interessato un periodo di oltre 24 mesi. Rilevi topografici di dettaglio, eseguiti sia con tecniche tradizionali che con metodologie di grande attualità quali l’uso di uno scanner laser montato su elicottero, hanno invece permesso di evidenziare con estrema precisione la morfologia del terreno che rappresenta uno degli elementi fondamentali per comprendere i meccanismi di propagazione di masse rocciose in movimento lungo il versante e delineare quindi le aree a rischio. Lo studio geologico e geomeccanico ha infine fornito i necessari elementi per giungere alla formulazione di un’analisi globale del fenomeno investigato e di definire i rapporti esistenti tra la massa rocciosa instabile ed i sottostanti insediamenti urbani. Le analisi hanno permesso di comprendere la natura del fenomeno di frana, di stabilire che non vi sono, al momento, in atto vistose deformazioni anche se va considerata come “naturale” una sua lenta evoluzione nel tempo che necessariamente porterà alla caduta delle masse rocciose instabili. La situazione morfologica del versante e la natura geomeccanica dei materiali interessati, fanno ritenere che non sussistono situazioni di rischio per l’abitato sottostante. La situazione evidenziata, suggerisce tuttavia di non interrompere il controllo strumentale, l’unico in grado di far comprendere l’effettiva evoluzione del fenomeno franoso, consentendo di rilevare con largo anticipo l’insorgere di eventi premonitori di una situazione di imminente collasso della massa rocciosa. Lo studio sin qui realizzato, consentirà infine di dare adeguate risposte al progettista delle opere ingegneristiche che dovranno essere realizzate per evitare un peggioramento ed una accelerazione delle condizioni di instabilità esistenti.
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