Le onde di superficie possono essere utilizzate per determinare la velocità delle onde di taglio dei suoli non consolidati e dei materiali più rigidi come le rocce. Queste onde in genere si propagano con velocità tipiche dei materiali superficiali e ultimamente sono sempre più utilizzate nella definizione delle proprietà elastiche ed anelastiche dei terreni e per determinare la rigidità dei materiali. Tali metodologie, infatti, oltre a non essere invasive sono anche economicamente vantaggiose e hanno mostrato in passato, quando confrontate con tecniche più costose (rilievi sismici down e cross-hole), una buona accuratezza nella definizione dei parametri indagati (Clayton et al., 1994; Gordon et al., 1995). I metodi che utilizzano le onde di superficie hanno il vantaggio di considerare un area del sito abbastanza vasta e soggetta a livelli di deformazione, principalmente dovuti alle onde sismiche che si propagano nel mezzo, molto bassi. La rigidità del terreno dipende essenzialmente dal livello di deformazione. Nei test di laboratorio (i.e. prove triassiali) i livelli di deformazione utilizzati per stimare la rigidità dei campioni sono molto più alti di quelli normalmente presenti nel terreno quando si propagano onde sismiche (Matthews et al., 1996; Matthews et al., 2000). In tali test si è anche osservato che la rigidità aumenta al decrescere del livello di deformazione. E’ ormai generalmente accettato il fatto che le deformazioni del terreno associate con la maggior parte dei problemi connessi all’interazione suolo-struttura hanno bassi valori percentuali (0.1%) (e.g. Jardine et al., 1986). Per questo motivo la classificazione dei suoli sulla base dei metodi che utilizzano le onde di superficie rappresenta oramai lo stato dell’arte. La metodologia applicata è una metodologia non-invasiva, non necessita di perforazioni di pozzi e non presenta i problemi che sono legati ai metodi “borehole” (i.e. disturbo del campione di materiale). Inoltre il metodo è particolarmente indicato per suoli fortemente eterogenei dove le prove penetrometriche ed i campioni in pozzo offrono indicazioni scarsamente accurate.

Misure di velocità delle onde S e delle frequenze di risonanza dei suoli per il progetto del sistema ferroviario metropolitano regionale nell’area metropolitana diffusa centrale veneta (comune di Venezia e comune di Spinea)

Vuan A;Romanelli M;Laurenzano G;Pesaresi D
2006

Abstract

Le onde di superficie possono essere utilizzate per determinare la velocità delle onde di taglio dei suoli non consolidati e dei materiali più rigidi come le rocce. Queste onde in genere si propagano con velocità tipiche dei materiali superficiali e ultimamente sono sempre più utilizzate nella definizione delle proprietà elastiche ed anelastiche dei terreni e per determinare la rigidità dei materiali. Tali metodologie, infatti, oltre a non essere invasive sono anche economicamente vantaggiose e hanno mostrato in passato, quando confrontate con tecniche più costose (rilievi sismici down e cross-hole), una buona accuratezza nella definizione dei parametri indagati (Clayton et al., 1994; Gordon et al., 1995). I metodi che utilizzano le onde di superficie hanno il vantaggio di considerare un area del sito abbastanza vasta e soggetta a livelli di deformazione, principalmente dovuti alle onde sismiche che si propagano nel mezzo, molto bassi. La rigidità del terreno dipende essenzialmente dal livello di deformazione. Nei test di laboratorio (i.e. prove triassiali) i livelli di deformazione utilizzati per stimare la rigidità dei campioni sono molto più alti di quelli normalmente presenti nel terreno quando si propagano onde sismiche (Matthews et al., 1996; Matthews et al., 2000). In tali test si è anche osservato che la rigidità aumenta al decrescere del livello di deformazione. E’ ormai generalmente accettato il fatto che le deformazioni del terreno associate con la maggior parte dei problemi connessi all’interazione suolo-struttura hanno bassi valori percentuali (0.1%) (e.g. Jardine et al., 1986). Per questo motivo la classificazione dei suoli sulla base dei metodi che utilizzano le onde di superficie rappresenta oramai lo stato dell’arte. La metodologia applicata è una metodologia non-invasiva, non necessita di perforazioni di pozzi e non presenta i problemi che sono legati ai metodi “borehole” (i.e. disturbo del campione di materiale). Inoltre il metodo è particolarmente indicato per suoli fortemente eterogenei dove le prove penetrometriche ed i campioni in pozzo offrono indicazioni scarsamente accurate.
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