Le sezioni sismiche CROP che attraversano i margini dello Ionio tuttora preservati, o ricoperti dal cuneo di accrescimento dell’Arco Calabro (M-3, M-21, M-22 & M-23 sul margine ibleo-maltese; M-5 & M-34 sul margine apulo) mostrano chiaramente che questo bacino si è formato a seguito di apertura crostale mesozoica quando la Piattaforma Apula (l’Adria) si è staccata dalla megaplacca madre africana. Più in dettaglio, l’insieme integrato dei dati raccolti, confermando quanto già presentato in letteratura da tempo (Finetti, 1981; Finetti 1982; Finetti e Del Ben, 1986) lascia comprendere che lo Ionio ha iniziato a formarsi nel Permo-Triassico Inferiore, con primi movimenti di rift crostali che hanno interessato a vasta scala l’area mediterranea. Nell’Anisico-Ladinico si era già formato un bacino di una certa profondità che è progredito nel Carnico-Norico. La fase di rift triassica si arresta nello Ionio allo stadio di Crosta continentale assottigliata con due margini di bacino già ben delineati. Nel Dogger, una nuova fase di stiramento litosferico porta alla totale apertura crostale e al drifting dell’Adria rispetto all’Africa. L’Adria si sposta verso Nord con piccola rotazione antioraria. Lo Ionio, con direzione subparallela alla Piattaforma Apula, si prolungava fino ad incontrare la Tetide Nord ed era delimitato ad Ovest dalla Piattaforma interna Appenninico-Panormide, a sua volta separata dalla Piattaforma Iblea per interposizione del Bacino Imerese. Le sezioni CROP M-3, M-21 & M-23 mostrano il passaggio repentino dalla spessa Piattaforma Iblea alla sottile Crosta oceanica dello Ionio. La sezione M-22, invece, mostra un passaggio più graduale con una più ampia fascia di Crosta continentale assottigliata intermedia. Il margine apulo dello Ionio (M-5 & M-34) è marcato da chiare faglie listriche mesozoiche di margine passivo che portano alla piatta Crosta oceanica ionica entro una fascia di passaggio più ampia di quella iblea. Proseguendo verso NW, il margine apulo, molto verosimilmente continua rettilinearmente con la stessa direzione dell’asse della Puglia emersa, passando sotto la penisola del Cilento, isola di Procida fino ad incontrare la Tetide. Questo margine apulo, che è obliquo rispetto agli assi orogenici appenninici, ha giocato un ruolo determinante nella tettonizzazione transpressiva succedutasi. Il margine meridionale nel Bacino Ionico è rappresentato da una fascia che a nord dell’Arco Calabro è stato quasi completamente tettonizzato e trasportato in thrusting sull’Appennino Meridionale e sulla Sicilia Settentrionale. La Piattaforma Apula, passando dal suo massimo spessore in corrispondenza del suo apice emerso (circa 12 km di sedimenti nella sua estremità meridionale emersa) si assottiglia notevolmente verso lo Ionio (di oltre 5 km già nel Golfo di Taranto), ma si riduce ulteriormente verso il suo margine, sotto le coltri sovrascorse. Il Cretaceo Superiore marca particolarmente tale assottigliamento progressivo verso i due margini superiori (sia Ionico che orientale) di piattaforma, unitamente al Cretaceo Inferiore e Giurassico Medio-Superiore. La sismostratigrafia ionica della serie ricoprente la Crosta oceanica ed i suoi margini inferiori è continua e di tipo condensato. Sui margini inferiori (rises) si ha la serie completa dal Trias Inferiore all’Attuale, mentre nell’area di drifting profonda e piatta, poiché l’apertura crostale è avvenuta nel Medio Giurassico, si ha una serie che va dal Dogger all’Attuale. Ad Est dello Ionio Meridionale, fino all’estremità orientale del Bacino Mediterraneo (Mar di Levante) continuano le condizioni crostali oceaniche a sedimentazione condensata corrispondenti a quelle dello Ionio (con ramificazioni parallele allo Ionio, quale il Bacino di Pindus). È opinione che il Mediterraneo Orientale rappresenti la Tetide Meridionale chiusa dalla collisione indentante della placca Arabica. Lo Ionio rappresenterebbe pertanto il segmento di connessione fra Tetide Meridionale e Tetide Settentrionale. BIBLIOGRAFIA Finetti I. e Del Ben A.; 1986: Geophysical Study of the Tyrrhenian Opening. Boll. Geof. Teor. Appl., 28, 75-155. Finetti I.; 1981: Geophysical Study on the Evolution of the Ionian Sea. Sedimentary Basins of the Mediterranean Margins, C.N.R. Italian Project of Oceanography, 465-484. Finetti I. 1982: Structure, Stratigraphy and Evolution of Central Mediterranean. Boll. Geof. Teor. Appl., 24, 247-312.
Lo Ionio quale Segmento Oceanico di Connessione fra la Tetide Meridionale e quella Settentrionale, la sua Apertura, i suoi Margini Preservati e Sepolti e la sua Sismostratigrafia
Del Ben A.;Geletti R.;
1997-01-01
Abstract
Le sezioni sismiche CROP che attraversano i margini dello Ionio tuttora preservati, o ricoperti dal cuneo di accrescimento dell’Arco Calabro (M-3, M-21, M-22 & M-23 sul margine ibleo-maltese; M-5 & M-34 sul margine apulo) mostrano chiaramente che questo bacino si è formato a seguito di apertura crostale mesozoica quando la Piattaforma Apula (l’Adria) si è staccata dalla megaplacca madre africana. Più in dettaglio, l’insieme integrato dei dati raccolti, confermando quanto già presentato in letteratura da tempo (Finetti, 1981; Finetti 1982; Finetti e Del Ben, 1986) lascia comprendere che lo Ionio ha iniziato a formarsi nel Permo-Triassico Inferiore, con primi movimenti di rift crostali che hanno interessato a vasta scala l’area mediterranea. Nell’Anisico-Ladinico si era già formato un bacino di una certa profondità che è progredito nel Carnico-Norico. La fase di rift triassica si arresta nello Ionio allo stadio di Crosta continentale assottigliata con due margini di bacino già ben delineati. Nel Dogger, una nuova fase di stiramento litosferico porta alla totale apertura crostale e al drifting dell’Adria rispetto all’Africa. L’Adria si sposta verso Nord con piccola rotazione antioraria. Lo Ionio, con direzione subparallela alla Piattaforma Apula, si prolungava fino ad incontrare la Tetide Nord ed era delimitato ad Ovest dalla Piattaforma interna Appenninico-Panormide, a sua volta separata dalla Piattaforma Iblea per interposizione del Bacino Imerese. Le sezioni CROP M-3, M-21 & M-23 mostrano il passaggio repentino dalla spessa Piattaforma Iblea alla sottile Crosta oceanica dello Ionio. La sezione M-22, invece, mostra un passaggio più graduale con una più ampia fascia di Crosta continentale assottigliata intermedia. Il margine apulo dello Ionio (M-5 & M-34) è marcato da chiare faglie listriche mesozoiche di margine passivo che portano alla piatta Crosta oceanica ionica entro una fascia di passaggio più ampia di quella iblea. Proseguendo verso NW, il margine apulo, molto verosimilmente continua rettilinearmente con la stessa direzione dell’asse della Puglia emersa, passando sotto la penisola del Cilento, isola di Procida fino ad incontrare la Tetide. Questo margine apulo, che è obliquo rispetto agli assi orogenici appenninici, ha giocato un ruolo determinante nella tettonizzazione transpressiva succedutasi. Il margine meridionale nel Bacino Ionico è rappresentato da una fascia che a nord dell’Arco Calabro è stato quasi completamente tettonizzato e trasportato in thrusting sull’Appennino Meridionale e sulla Sicilia Settentrionale. La Piattaforma Apula, passando dal suo massimo spessore in corrispondenza del suo apice emerso (circa 12 km di sedimenti nella sua estremità meridionale emersa) si assottiglia notevolmente verso lo Ionio (di oltre 5 km già nel Golfo di Taranto), ma si riduce ulteriormente verso il suo margine, sotto le coltri sovrascorse. Il Cretaceo Superiore marca particolarmente tale assottigliamento progressivo verso i due margini superiori (sia Ionico che orientale) di piattaforma, unitamente al Cretaceo Inferiore e Giurassico Medio-Superiore. La sismostratigrafia ionica della serie ricoprente la Crosta oceanica ed i suoi margini inferiori è continua e di tipo condensato. Sui margini inferiori (rises) si ha la serie completa dal Trias Inferiore all’Attuale, mentre nell’area di drifting profonda e piatta, poiché l’apertura crostale è avvenuta nel Medio Giurassico, si ha una serie che va dal Dogger all’Attuale. Ad Est dello Ionio Meridionale, fino all’estremità orientale del Bacino Mediterraneo (Mar di Levante) continuano le condizioni crostali oceaniche a sedimentazione condensata corrispondenti a quelle dello Ionio (con ramificazioni parallele allo Ionio, quale il Bacino di Pindus). È opinione che il Mediterraneo Orientale rappresenti la Tetide Meridionale chiusa dalla collisione indentante della placca Arabica. Lo Ionio rappresenterebbe pertanto il segmento di connessione fra Tetide Meridionale e Tetide Settentrionale. BIBLIOGRAFIA Finetti I. e Del Ben A.; 1986: Geophysical Study of the Tyrrhenian Opening. Boll. Geof. Teor. Appl., 28, 75-155. Finetti I.; 1981: Geophysical Study on the Evolution of the Ionian Sea. Sedimentary Basins of the Mediterranean Margins, C.N.R. Italian Project of Oceanography, 465-484. Finetti I. 1982: Structure, Stratigraphy and Evolution of Central Mediterranean. Boll. Geof. Teor. Appl., 24, 247-312.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


