L’obiettivo dello studio è la caratterizzazione di depositi marini recenti e la realizzazione di una cartografia geomorfologica e batimetrica dei fondali antistanti la riviera di Miramare (Golfo di Trieste), mediante l’acquisizione, il trattamento e l’interpretazione di immagini acustiche digitali ottenute da rilievi Multibeam Echosounder (MBES) e Side Scan Sonar (SSS). L’area di studio si trova nella parte orientale del Golfo di Trieste, in particolare nella zona costiera di Miramare e Barcola. Si estende dal porticciolo di Grignano (45°42’22” N - 13°42’44”E) a quello del Cedas Mare (45°41’36”N - 13°44’13”E), su un’area di circa 3,7 km2. L’area è di primario interesse naturalistico e comprende un’ampia zona protetta, la Riserva Naturale Marina di Miramare gestita dal WWF, con caratteristiche uniche nel Golfo di Trieste. L’antropizzazione dei fondali e delle coste comporta rischi ambientali che impongono una dettagliata conoscenza dell’ecosistema, dagli aspetti geologici a quelli biologici, per pianificare ulteriori interventi di prevenzione. Per l’acquisizione dei dati morfobatimetrici è stata impiegata la motonave da lavoro OPHIURA della Riserva Naturale Marina di Miramare, autorizzata alla navigazione nelle acque della riserva. Per il rilievo morfo-batimetrico, eseguito il 31 maggio 2007, è stato utilizzato il Multibeam Echosounder Reson SeaBat 8125, con frequenza di 455 kHz, con un fascio composto da 240 punti, copertura di 120° e con intervallo di campionamento massimo di 40 ping/s. L’elaborazione dei dati sonici multifascio a copertura totale ha permesso di ottenere un modello digitale tridimensionale del fondale marino. I dati sono stati corretti eseguendo un profilo di velocità del suono lungo la colonna d’acqua, misurando l’escursione di marea astronomica e tarando la posizione strumentale secondo pitch, roll e yaw. I dati acquisiti sono stati elaborati con tecniche avanzate di imaging per ricostruire un’immagine del fondale priva di distorsioni. Nel rilievo Side Scan Sonar, effettuato il 26 e 27 febbraio 2007, è stato utilizzato il sensore Edgetech DF-1000. Questo sonar opera su due bande di frequenza centrate a 100 kHz e 500 kHz. L’ampiezza dello swath è variabile, fra i 50 e i 70 m per canale, in funzione della profondità nel settore indagato. Per la sicurezza strumentale, il sensore SSS è stato agganciato ad un galleggiante, per evitare di toccare il fondo nell’area vicina alla riva, a causa della diminuzione della velocità dell’imbarcazione durante le accostate. I dati ad alta frequenza, a maggiore risoluzione orizzontale, sono stati utilizzati per l’interpretazione del fondo e per ricostruire in dettaglio i limiti fra differenti facies acustiche. I dati sono stati elaborati e rappresentati graficamente in un mosaico al fine di individuare le diverse strutture morfologiche e marittime e gli affioramenti rocciosi di maggiore interesse per dimensioni, elevazione e morfologia . Il promontorio di Miramare sporge dal lineamento della riviera confinante, ed è costituito da affioramenti di olistoliti calcarei di origine gravitativa inclusi nella sequenza arenaceo marnosa del Flysch eocenico, La linea di riva è disposta ad arco con direzione NW-SE, seguendo in parte l’andamento naturale del litorale, ed è quasi totalmente antropizzata . La costa, costituita da ammassi rocciosi di flysch, ampiamente alterati, è generalmente alta e in origine era associata ad una sottile spiaggia al piede. Attualmente, la linea di riva è costituita dai riporti per la costruzione della strada che costeggia la riviera, e dal parco e dal Castello di Miramare. L’analisi delle immagini SSS permette di distinguere chiaramente le granulometrie grossolane e i blocchi, mentre le variazioni laterali delle tessiture da sabbie a peliti sono graduali e prive di discontinuità. Dal rilievo morfo-batimetrico emerge che la parte sommersa della costa è costituita da una scarpata inclinata di 15-18° che si raccorda con la linea di riva, la cui base si trova alla profondità media di 15 m dal livello medio mare ad una distanza di 120 m da terra. La parte superiore della scarpata è costituita dagli affioramenti del substrato roccioso alternati e in parte nascosti da grossi blocchi di roccia principalmente di riporto. La parte inferiore della scarpata è costituita dal cuneo progradante di sedimenti grossolani, che con l’aumento di profondità passano da ghiaie sabbiose a sabbie pelitiche, con evidenti forme di fondo dovute al trasporto (ripples). Il fondale, costituito principalmente da peliti molto sabbiose, prosegue come distesa sub-pianeggiante raggiungendo la profondità massima di 20 m. L’analisi delle immagini soniche ha permesso di individuare nella scarpata delle forme circolari di circa 4-5 metri di diametro, interpretate come aree con risalita di fluidi, probabili risorgive sottomarine di acqua di falda che filtra attraverso i sedimenti e proviene dal sottostante basamento roccioso in Flysch. Inoltre, le immagini SSS hanno permesso l’identificazione di facies biologiche, quali le praterie a Cymodocea nodosa. La prateria non è compatta, ma ha un tipico aspetto a macchie a bassa densità, cioè numerosi raggruppamenti più o meno ampi, con piante a foglie di media lunghezza. Le indagini hanno infine consentito di rilevare l’antropizzazione dei fondali, identificando diverse infrastrutture, quali ormeggi, corpi morti, ancoraggi, reti da pesca, condotte sottomarine e relitti.

Morfobatimetria e immagini acustiche dei fondali marini della riviera di Miramare (Golfo di Trieste)

Romeo R;Busetti M;Pipan M
2008

Abstract

L’obiettivo dello studio è la caratterizzazione di depositi marini recenti e la realizzazione di una cartografia geomorfologica e batimetrica dei fondali antistanti la riviera di Miramare (Golfo di Trieste), mediante l’acquisizione, il trattamento e l’interpretazione di immagini acustiche digitali ottenute da rilievi Multibeam Echosounder (MBES) e Side Scan Sonar (SSS). L’area di studio si trova nella parte orientale del Golfo di Trieste, in particolare nella zona costiera di Miramare e Barcola. Si estende dal porticciolo di Grignano (45°42’22” N - 13°42’44”E) a quello del Cedas Mare (45°41’36”N - 13°44’13”E), su un’area di circa 3,7 km2. L’area è di primario interesse naturalistico e comprende un’ampia zona protetta, la Riserva Naturale Marina di Miramare gestita dal WWF, con caratteristiche uniche nel Golfo di Trieste. L’antropizzazione dei fondali e delle coste comporta rischi ambientali che impongono una dettagliata conoscenza dell’ecosistema, dagli aspetti geologici a quelli biologici, per pianificare ulteriori interventi di prevenzione. Per l’acquisizione dei dati morfobatimetrici è stata impiegata la motonave da lavoro OPHIURA della Riserva Naturale Marina di Miramare, autorizzata alla navigazione nelle acque della riserva. Per il rilievo morfo-batimetrico, eseguito il 31 maggio 2007, è stato utilizzato il Multibeam Echosounder Reson SeaBat 8125, con frequenza di 455 kHz, con un fascio composto da 240 punti, copertura di 120° e con intervallo di campionamento massimo di 40 ping/s. L’elaborazione dei dati sonici multifascio a copertura totale ha permesso di ottenere un modello digitale tridimensionale del fondale marino. I dati sono stati corretti eseguendo un profilo di velocità del suono lungo la colonna d’acqua, misurando l’escursione di marea astronomica e tarando la posizione strumentale secondo pitch, roll e yaw. I dati acquisiti sono stati elaborati con tecniche avanzate di imaging per ricostruire un’immagine del fondale priva di distorsioni. Nel rilievo Side Scan Sonar, effettuato il 26 e 27 febbraio 2007, è stato utilizzato il sensore Edgetech DF-1000. Questo sonar opera su due bande di frequenza centrate a 100 kHz e 500 kHz. L’ampiezza dello swath è variabile, fra i 50 e i 70 m per canale, in funzione della profondità nel settore indagato. Per la sicurezza strumentale, il sensore SSS è stato agganciato ad un galleggiante, per evitare di toccare il fondo nell’area vicina alla riva, a causa della diminuzione della velocità dell’imbarcazione durante le accostate. I dati ad alta frequenza, a maggiore risoluzione orizzontale, sono stati utilizzati per l’interpretazione del fondo e per ricostruire in dettaglio i limiti fra differenti facies acustiche. I dati sono stati elaborati e rappresentati graficamente in un mosaico al fine di individuare le diverse strutture morfologiche e marittime e gli affioramenti rocciosi di maggiore interesse per dimensioni, elevazione e morfologia . Il promontorio di Miramare sporge dal lineamento della riviera confinante, ed è costituito da affioramenti di olistoliti calcarei di origine gravitativa inclusi nella sequenza arenaceo marnosa del Flysch eocenico, La linea di riva è disposta ad arco con direzione NW-SE, seguendo in parte l’andamento naturale del litorale, ed è quasi totalmente antropizzata . La costa, costituita da ammassi rocciosi di flysch, ampiamente alterati, è generalmente alta e in origine era associata ad una sottile spiaggia al piede. Attualmente, la linea di riva è costituita dai riporti per la costruzione della strada che costeggia la riviera, e dal parco e dal Castello di Miramare. L’analisi delle immagini SSS permette di distinguere chiaramente le granulometrie grossolane e i blocchi, mentre le variazioni laterali delle tessiture da sabbie a peliti sono graduali e prive di discontinuità. Dal rilievo morfo-batimetrico emerge che la parte sommersa della costa è costituita da una scarpata inclinata di 15-18° che si raccorda con la linea di riva, la cui base si trova alla profondità media di 15 m dal livello medio mare ad una distanza di 120 m da terra. La parte superiore della scarpata è costituita dagli affioramenti del substrato roccioso alternati e in parte nascosti da grossi blocchi di roccia principalmente di riporto. La parte inferiore della scarpata è costituita dal cuneo progradante di sedimenti grossolani, che con l’aumento di profondità passano da ghiaie sabbiose a sabbie pelitiche, con evidenti forme di fondo dovute al trasporto (ripples). Il fondale, costituito principalmente da peliti molto sabbiose, prosegue come distesa sub-pianeggiante raggiungendo la profondità massima di 20 m. L’analisi delle immagini soniche ha permesso di individuare nella scarpata delle forme circolari di circa 4-5 metri di diametro, interpretate come aree con risalita di fluidi, probabili risorgive sottomarine di acqua di falda che filtra attraverso i sedimenti e proviene dal sottostante basamento roccioso in Flysch. Inoltre, le immagini SSS hanno permesso l’identificazione di facies biologiche, quali le praterie a Cymodocea nodosa. La prateria non è compatta, ma ha un tipico aspetto a macchie a bassa densità, cioè numerosi raggruppamenti più o meno ampi, con piante a foglie di media lunghezza. Le indagini hanno infine consentito di rilevare l’antropizzazione dei fondali, identificando diverse infrastrutture, quali ormeggi, corpi morti, ancoraggi, reti da pesca, condotte sottomarine e relitti.
88-902101-3-3
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