River delta (Northern Adriatic Sea) related to eventual renourishment works. (IT ISSN 0394-3356,2006). The morphodynamic analysis of the Tagliamento River delta beaches, where two of the most important holiday sites of the upper Adriatic Sea are located, revealed some areas undergoing endemic erosion, some of which are presently under accretion, and others that appear to be stable. Sixtysix topographic and bathymetric profiles orthogonal to the emerged, inter-tidal and submerged portions of the beaches were obtained during 2002 and 2003. Comparison to results from earlier studies showed that seasonal and multiyear variations in the submerged areas are very low, except for the zones located in correspondence to the river mouth and the tidal inlet. Here, the thickness of the sea floor sediment cover increases due to the deviation of the alongshore sediment transport as a consequence of both the tidal and fluvial outflows from the lagoon. In the most dynamic areas of the submerged beaches (bars and troughs), the sediment thickness variations are mainly represented by the outward and inward movements of the bars without net sediment volume losses or gains. A different situation has been identified in correspondence to the inter-tidal and emerged zones, where the variations are more conspicuous and are due not only to natural phenomena (limited alongshore feeding, waves etc.) but also to several coastal protection structures (constructed in the past for different purposes) that are not very effective. The worst situation has been found at the Tagliamento River mouth where most of the river levees and the apical beach areas are undergoing intense erosion. Instead, the adjacent submerged beaches are in general presently accreting (a global increase of 490.000 m3). The areas characterized by sediment accretion are mainly located in the central sector of the delta front and at its eastern side, southeast of a groin. The volumetric variations in the area have been analyzed over both short and long time-scales, and the resulting information has been confronted with those obtained from previous studies carried out in 1969 and in 1985 (BRAMBATI, 1987). This defined that, after a first accretion phase of the inter-tidal and exposed parts and of a deepening of the submerged portions of the beaches (1969 -1985), a completely different regime set in (1985-2002) which appears to characterize the present situation. A sediment supply in the order of about 50. 000 m3/yr is urgently necessary to replenish the eroded beaches. Sediment could be extracted from the river fan which presently has to be re-shaped and deepened for safe navigation (68.000 m3 or 166.000 m3 depending on whether a water depth of 2.5m or 3.5 m is required, and a width roughly ranging from 100 m to 150 m). Part of this material (90.000 m3) could also be obtained from the accretion areas, characterized currently by annual feedings, that were identified in the present study.

L’analisi morfodinamica delle spiagge del delta del F. Tagliamento, dove insistono due delle località balneari più importanti dell’alto Adriatico, ha messo in evidenza l’esistenza di tratti di litorale soggetti ad endemica erosione, altri in progressione ed altri ancora tendenzialmente stabili. Rilievi topo-batimetrici di 66 profili perpendicolari alla spiaggia emersa, intertidale e sottomarina, eseguiti su scala annuale nel 2002-2003 (da un periodo estivo di ripascimento della spiaggia - ciclo estivo o swale - ad uno di erosione invernale - ciclo invernale o storm) e il loro confronto con le risultanze dei studi precedenti hanno permesso di definire che nell’ambito della spiaggia sottomarina le variazioni stagionali e quelle pluriennali sono minime ad eccezione dei tratti in corrispondenza delle aree di foce e di bocca lagunare. Qui si assiste ad un incremento dei fondali che beneficiano della deflessione del trasporto lungo riva a causa del pennello liquido dei flussi lagunari e fluviali. Nell’area più dinamica della spiaggia sottomarina (zona delle barre e dei truogoli), poi, le variazioni sono determinate essenzialmente da semplici traslazioni delle barre verso terra e verso mare, senza perdite o guadagni volumetrici. Diversa è invece la situazione lungo le spiagge intertidali ed emerse dove le variazioni sono sensibili e determinate a volte da cause naturali (scarsità di alimentazione lungo riva, incidenza del moto ondoso, ecc) ma anche dallo stratificarsi nel tempo di opere di difesa marittima diverse, costruite per finalità più disparate e oggi non completamente funzionanti. La situazione più drammatica è stata riscontrata nell’area fociale del Tagliamento, dove gran parte delle sponde e dei tratti di spiaggia apicali sono soggetti ad intensa erosione, mentre complessivamente, le spiagge sottomarine immediatamente adiacenti sono in progressione (con un incremento di ca. 0.085 m3/m2). Le aree in accumulo risultano essere particolarmente localizzate al centro del fronte deltizio e al suo lato oriente, poco a SE dalla testata di un pennello di sbarramento. L’analisi a medio e lungo termine delle variazioni volumetriche in quest’area, risultanti dal confronto con rilievi precedenti (BRAMBATI 1987), eseguiti nel 1969 e nel 1985, hanno permesso di definire che dopo una prima fase di accrescimento delle spiagge intertidali ed emerse ed un approfondimento di quelle sottomarine (1969-1985) si è passati ad una situazione diametralmente opposta (1985-2002) che permane fino ad oggidì. In questa condizione, data la necessità di reperire sedimenti per un urgente ripascimento delle spiagge in erosione (circa 50.000 m3 anno) e di garantire il passo marittimo della foce, si ritiene che oltre alla porzione esterna dell’alveo fluviale che deve essere risagomato e approfondito (68.000 m3 e 166.000 m3 per raggiungere rispettivamente le profondità di 2,5 e 3,5 m ed una larghezza di 100-150 m) una parte di questo materiale (circa 90.000 m3) può essere prelevato dalle aree in accumulo rilevate da questo studio che oltre ad essere poste in vicinanza della foce, sono soggette a ricarica annuale.

Dinamica morfologica del litorale del Delta del Fiume Tagliamento (Adriatico Settentrionale) in relazione ai possibili interventi di ripascimento.

Gordini E;
2006

Abstract

L’analisi morfodinamica delle spiagge del delta del F. Tagliamento, dove insistono due delle località balneari più importanti dell’alto Adriatico, ha messo in evidenza l’esistenza di tratti di litorale soggetti ad endemica erosione, altri in progressione ed altri ancora tendenzialmente stabili. Rilievi topo-batimetrici di 66 profili perpendicolari alla spiaggia emersa, intertidale e sottomarina, eseguiti su scala annuale nel 2002-2003 (da un periodo estivo di ripascimento della spiaggia - ciclo estivo o swale - ad uno di erosione invernale - ciclo invernale o storm) e il loro confronto con le risultanze dei studi precedenti hanno permesso di definire che nell’ambito della spiaggia sottomarina le variazioni stagionali e quelle pluriennali sono minime ad eccezione dei tratti in corrispondenza delle aree di foce e di bocca lagunare. Qui si assiste ad un incremento dei fondali che beneficiano della deflessione del trasporto lungo riva a causa del pennello liquido dei flussi lagunari e fluviali. Nell’area più dinamica della spiaggia sottomarina (zona delle barre e dei truogoli), poi, le variazioni sono determinate essenzialmente da semplici traslazioni delle barre verso terra e verso mare, senza perdite o guadagni volumetrici. Diversa è invece la situazione lungo le spiagge intertidali ed emerse dove le variazioni sono sensibili e determinate a volte da cause naturali (scarsità di alimentazione lungo riva, incidenza del moto ondoso, ecc) ma anche dallo stratificarsi nel tempo di opere di difesa marittima diverse, costruite per finalità più disparate e oggi non completamente funzionanti. La situazione più drammatica è stata riscontrata nell’area fociale del Tagliamento, dove gran parte delle sponde e dei tratti di spiaggia apicali sono soggetti ad intensa erosione, mentre complessivamente, le spiagge sottomarine immediatamente adiacenti sono in progressione (con un incremento di ca. 0.085 m3/m2). Le aree in accumulo risultano essere particolarmente localizzate al centro del fronte deltizio e al suo lato oriente, poco a SE dalla testata di un pennello di sbarramento. L’analisi a medio e lungo termine delle variazioni volumetriche in quest’area, risultanti dal confronto con rilievi precedenti (BRAMBATI 1987), eseguiti nel 1969 e nel 1985, hanno permesso di definire che dopo una prima fase di accrescimento delle spiagge intertidali ed emerse ed un approfondimento di quelle sottomarine (1969-1985) si è passati ad una situazione diametralmente opposta (1985-2002) che permane fino ad oggidì. In questa condizione, data la necessità di reperire sedimenti per un urgente ripascimento delle spiagge in erosione (circa 50.000 m3 anno) e di garantire il passo marittimo della foce, si ritiene che oltre alla porzione esterna dell’alveo fluviale che deve essere risagomato e approfondito (68.000 m3 e 166.000 m3 per raggiungere rispettivamente le profondità di 2,5 e 3,5 m ed una larghezza di 100-150 m) una parte di questo materiale (circa 90.000 m3) può essere prelevato dalle aree in accumulo rilevate da questo studio che oltre ad essere poste in vicinanza della foce, sono soggette a ricarica annuale.
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