Lo stoccaggio geologico dell’anidride carbonica (CO2), e cioè la sua iniezione controllata in formazioni opportune in profondità, è una delle opzioni possibili per ridurre la concentrazione nell’atmosfera di uno dei più potenti gas-serra, nel periodo di transizione dalle attuali fonti di energia a fonti più pulite. Un sistema di monitoraggio efficace deve garantire l’attendibilità delle previsioni dell’evoluzione della CO2 a lungo termine nel sottosuolo e l’abilità di identificare e misurare qualsiasi perdita anche minima che possa giungere in superficie- Nell’ambito del progetto europeo CASTOR (CO2 from CApture to STORage), il gruppo di ricerca dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) coinvolto nel progetto ha effettuato uno studio di fattibilità per due diversi siti: uno, Atzbach-Schwanenstadt, in Austria, nel bacino delle Molasse nell’avanpaese della catena alpina, l’altro, Casablanca, al largo di Barcellona, in Spagna. Attraverso una modellazione delle proprietà sismiche, si è analizzato come variazioni anche piccole nella saturazione dell’anidride carbonica iniettata possano riflettersi sulle caratteristiche delle onde sismiche che si propagano nel sottosuolo, nonché diverse opzioni di monitoraggio.

Monitorare nel tempo la CO2 in un sito di stoccaggio geologico: possibilità e limiti

Rossi G;Picotti S;Gei D;
2009

Abstract

Lo stoccaggio geologico dell’anidride carbonica (CO2), e cioè la sua iniezione controllata in formazioni opportune in profondità, è una delle opzioni possibili per ridurre la concentrazione nell’atmosfera di uno dei più potenti gas-serra, nel periodo di transizione dalle attuali fonti di energia a fonti più pulite. Un sistema di monitoraggio efficace deve garantire l’attendibilità delle previsioni dell’evoluzione della CO2 a lungo termine nel sottosuolo e l’abilità di identificare e misurare qualsiasi perdita anche minima che possa giungere in superficie- Nell’ambito del progetto europeo CASTOR (CO2 from CApture to STORage), il gruppo di ricerca dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) coinvolto nel progetto ha effettuato uno studio di fattibilità per due diversi siti: uno, Atzbach-Schwanenstadt, in Austria, nel bacino delle Molasse nell’avanpaese della catena alpina, l’altro, Casablanca, al largo di Barcellona, in Spagna. Attraverso una modellazione delle proprietà sismiche, si è analizzato come variazioni anche piccole nella saturazione dell’anidride carbonica iniettata possano riflettersi sulle caratteristiche delle onde sismiche che si propagano nel sottosuolo, nonché diverse opzioni di monitoraggio.
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