La crescita blu, concetto introdotto nel 2012 con il documento europeoBlue Growth Strategy (COM(2012) 494) come implementazione della IntegratedMaritime Policy, riconosce i mari e gli oceani come motori dell’economia europea,evidenziando le loro potenzialità per l’innovazione e per la crescita intelligente,sostenibile e inclusiva. Le misure prioritarie della strategia sono state identificatenell’implementazione delle conoscenze oceanografiche, per migliorare lacomprensione degli ecosistemi marini e poter assicurare una sostenibile e razionalefruizione delle risorse marine. La conoscenza scientifica dello stato delle risorse, dellaloro capacità di rinnovamento, delle loro relazioni con l’ambiente e la valutazione dellemetodologie di sfruttamento delle risorse stesse rappresentano i prerequisiti perdefinire una corretta modalità di fruizione delle stesse. Il plancton viene difficilmenterecepito come una risorsa per il suo indiretto utilizzo da parte dell’uomo. La risorsa,infatti, è qualunque bene esistente in natura utilizzabile dall’uomo. Il plancton, però,rappresenta la base della rete alimentare marina e quindi sostiene, direttamente oindirettamente, quelle che vengono definite come risorse alimentari: molluschi,crostacei, pesci. Scopo del presente lavoro è valutare il ruolo svolto dal plancton nelsostenere lo sviluppo della mitilicoltura nel Golfo di Trieste. È evidente che le attivitàdi mitilicoltura possono influenzare il sistema pelagico ma il modo in cui questoavviene è ancora piuttosto controverso (La Rosa et al., 2002; Lindhal et al., 2005;Forrest et al., 2009). Da un lato sembra prevalere l’effetto di arricchimento in sostanzaorganica disciolta della colonna d’acqua, in particolare di composti azotati, con ilrischio di indurre fenomeni eutrofici. Viceversa, grazie all’elevato tasso di filtrazione edi consumo di biomassa planctonica da parte dei molluschi, gli allevamenti sembranocontrastare l’eutrofizzazione degli ambienti costieri. In ambienti mesotrofici edoligotrofici, come il Golfo di Trieste, l’elevato tasso di filtrazione delle migliaia dibivalvi allevati potrebbe esercitare un controllo sulla risorsa plancton (Dame, 1993)determinando un progressivo depauperamento delle acque e una conseguente diminuzione della produttività dell’ecosistema, anche a danno di altre forme disfruttamento delle risorse del mare.

L'inesauribile disponibilità di plancton per la mitilicoltura del Golfo di Trieste / Plankton as inexhaustible resource for the mussel farms of the Gulf of Trieste

Del Negro P;Monti M;Beran A;De Vittor C;Celussi M;Libralato S;Solidoro C
2014

Abstract

La crescita blu, concetto introdotto nel 2012 con il documento europeoBlue Growth Strategy (COM(2012) 494) come implementazione della IntegratedMaritime Policy, riconosce i mari e gli oceani come motori dell’economia europea,evidenziando le loro potenzialità per l’innovazione e per la crescita intelligente,sostenibile e inclusiva. Le misure prioritarie della strategia sono state identificatenell’implementazione delle conoscenze oceanografiche, per migliorare lacomprensione degli ecosistemi marini e poter assicurare una sostenibile e razionalefruizione delle risorse marine. La conoscenza scientifica dello stato delle risorse, dellaloro capacità di rinnovamento, delle loro relazioni con l’ambiente e la valutazione dellemetodologie di sfruttamento delle risorse stesse rappresentano i prerequisiti perdefinire una corretta modalità di fruizione delle stesse. Il plancton viene difficilmenterecepito come una risorsa per il suo indiretto utilizzo da parte dell’uomo. La risorsa,infatti, è qualunque bene esistente in natura utilizzabile dall’uomo. Il plancton, però,rappresenta la base della rete alimentare marina e quindi sostiene, direttamente oindirettamente, quelle che vengono definite come risorse alimentari: molluschi,crostacei, pesci. Scopo del presente lavoro è valutare il ruolo svolto dal plancton nelsostenere lo sviluppo della mitilicoltura nel Golfo di Trieste. È evidente che le attivitàdi mitilicoltura possono influenzare il sistema pelagico ma il modo in cui questoavviene è ancora piuttosto controverso (La Rosa et al., 2002; Lindhal et al., 2005;Forrest et al., 2009). Da un lato sembra prevalere l’effetto di arricchimento in sostanzaorganica disciolta della colonna d’acqua, in particolare di composti azotati, con ilrischio di indurre fenomeni eutrofici. Viceversa, grazie all’elevato tasso di filtrazione edi consumo di biomassa planctonica da parte dei molluschi, gli allevamenti sembranocontrastare l’eutrofizzazione degli ambienti costieri. In ambienti mesotrofici edoligotrofici, come il Golfo di Trieste, l’elevato tasso di filtrazione delle migliaia dibivalvi allevati potrebbe esercitare un controllo sulla risorsa plancton (Dame, 1993)determinando un progressivo depauperamento delle acque e una conseguente diminuzione della produttività dell’ecosistema, anche a danno di altre forme disfruttamento delle risorse del mare.
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